“Cos’è la Depressione?” – La testimonianza di un paziente

  • On settembre 30, 2018

Parto con un grazie, grazie a tutti coloro che hanno capito-sentito il dolore che in questi anni mi aveva preso e grazie pure a chi non lo aveva capito. Il mio dolore è dato da una brutta malattia”, io la vedo in questo modo,  Lei si chiama Depressione, non è facile comprendere la persona che hai davanti con la depressione, nemmeno la persona riesce a comprendersi, anzi è in una eterna confusione.

Infatti il  primo a non capirmi-sentirmi son stato io.  Mi obbligavo a combattere contro i mulini a vento, l’ho fatto per anni e delle volte capita ancora (però ora è diverso) convincendomi che ero più il più forte e che sarei uscito da questo brutto momento da solo (ora mi permetto di chiedere aiuto).

Al tempo lo chiamavo brutto momento, per nascondere la mia rabbia, tristezza, angoscia e il mio dolore , simile ad un senso di vuoto, in cui poi diventi il vuoto… Il tutto proviene da goccia dopo goccia, cioè  gli anni di sofferenza incubati nel mio cuore, dove non parlavo del mio dolore con gli altri, almeno non un esperto, perché quando senti quel che senti, con l’esperto, poi ti permetti di farlo anche con gli altri… 

Nascondevo il mio dolore alla gente con finti sorrisi, con la classica parola va tutto bene”, e invece no non va niente bene!!! Ma non lo dicevo, tenevo questo mondo per me, solo per me… la sofferenza impariamo molto presto a nasconderla alla gente, anzi, soprattutto a se stessi..ci si inganna per poi rifugiarsi nelle finte feste di un fine settimana, anche, perché no, riempiendoti di alcolici vari e lasciando che la Depressione prenda i sopravvento su di te. Così è passato il tempo la mia insicurezza è cresciuta, come pure la rabbia verso me e verso le persone che non capivano-sentivano-comprendevano il mio malessere. Anzi sentivo i loro consigli ma erano critiche, quando uno sta male non vuole consigli, anche se li chiede… vuole solo essere ascoltato profondamente…

Il mio sfogo si tramutava in odio verso la vitaaffogandomi sul cibo e il bere alcolici, sino a raggiungere un peso da rischio e volendo o sperando di farla finita con la vita, con tutto…pensavo solo basta ingiustizia…

Ecco cos’è per me la depressione, mi sono scavato la buca dell’infinito, quando passi una soglia del dolore, il dolore diventa infinito.

Grazie ad una persona amica, la quale sa sentire il dolore dell’altro (non avevo parlato ma lei ha sentito lo stesso), in una sera in cui ero in condizioni pietose… mi ha guardato negli occhi e mi ha detto “questo è il numero della psicoterapeuta… ora pensaci ,o vai o lasci che la malattia faccia il resto…”.

Quella sera ho iniziato a rialzare la testa, a guardarmi allo specchio, ho ricominciato a vivere e a sentire anche ciò che non volevo. Ora sono ormai 2 anni che lavoro su me stesso, si cominciano a vedere i primi risultati, ebbene sì quante volte ho rifiutato di provare esperienze che mi potevano far sentire dell’altro, volevo guarire a modo mio, continuando a fare ciò che facevo…

Ora la voglia di vivere c’è, eccome, si può di far festa anche senza bisogno di bere alcolici,  anzi a volte spino birre al bar e non sento  il bisogno di berle,  si sta riaprendo la vita, sto costruendo qualcos’altro per me e anche per chi mi sta accanto

Scrivo questo pensiero per me e per chi in questo momento potrebbe averne bisognose stai male impara a metterti a confronto con un esperto, sentirai altro di te e così potrai esprimere in modo diverso il tuo malessere… comprendo ora che la depressione non è una malattia, è un modo di vivere che ci portiamo dentro di noi, però averla vista anche come malattia mi ha aiutato a voler guarire, ora capisco che non si guarisce, perché non si è malati…ma questo lo si capisce facendo un percorso di psicoterapia…

Spero caro lettore di esserti stato utile.
C
ome quell’amica, quella sera lo è stata con me.
Come la psicoterapeuta lo è stata con me e lo è ancora, se ho bisogno, con me.
Come ora io sono utile a me stesso e alle persone che mi sono accanto.

La mia esperienza è: chiedete aiuto a professionisti, rivolgetevi a chi vi può veramente aiutare, da soli non si fa nulla, se non scavarsi la fossa dell’infinito dolore

Vi auguro il mio pensiero di condivisione profonda.

 

Roberto

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